Enrico Castellani

Enrico Castellani

Castelmassa, 1930 - Celleno, 2017
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Enrico Castellani studia arte, scultura e architettura in Belgio laureandosi all’école Nationale Superieure nel 1956. L’anno seguente si stabilisce a Milano conoscendo Piero Manzoni. Dopo il suo inizio informale ispirato dall’action painting riconosce che questo tipo di espressione artistica, diffuso in Europa e negli Stati Uniti, è giunto alla sua maturità.
Collabora inizialmente con la rivista Azimuth insieme a Manzoni, tracciando un progressivo azzeramento dell’arte tradizionale precedente e stipulando un patto artisticamente progressivo. Questo radicale azzeramento dell’arte si realizza attraverso tele monocrome estroflesse che generano suggestivi giochi di luce e ombre in base alla sorgente luminosa. Tutto avviene escludendo gli strumenti artistici tradizionali in uso dalla fine del Medioevo.
Nel 1960 Enrico Castellani tiene la sua prima personale presso la galleria Azimuth. In quello stesso anno espone tre superfici a rilievo alla mostra “Monochrome Malerei” allo Städtisches Museum di Leverkusen e, con Manzoni, espone alla Galleria la Tartaruga a Roma. Nel 1963, a Milano, espone con una personale nella Galleria dell’Ariete. In questo periodo l’arte astratta compie un passo in avanti a livello nazionale ed internazionale ispirando Donald Judd che, in un articolo del 1966, definisce Enrico Castellani “il padre del minimalismo”.
L'artista, dunque, compie un rigoroso studio analizzando le possibilità fornite dall’estroflessione della tela attraverso l’utilizzo di chiodi e centine inserite dietro la tela. Nel 1965 una grande Superficie bianca è presente al Museum of Modern Art di New York nella mostra “The Responsive Eye” mentre altre opere rappresentano l’Italia alla Biennale di San Paolo ed a “Trigon 65” al Burggarten Palmenhaus a Graz. Nel 1966 espone in una sala personale alla Biennale di Venezia per la quale riceve il Premio Gollin e soggiorna per un periodo negli Stati Uniti dove espone alla Betty Parsons Gallery di New York.
Enrico Castellani procede nell’ambito dell’estroflessione interrompendo la successione dei rilievi presenti sulla tela, affermando maggiormente il diradarsi della forma e generando nell’opera un ritmo che si costituisce da uno spazio diverso. L’articolazione delle nuove superfici monocrome nello spazio viene indagata attraverso dittici e trittici, rilievi con estensione superiore e laterale oppure motivi ottici. Dal 1964 Enrico Castellani sceglie il bianco come colore dominante per rappresentare lo stato primario della tela, al posto dei colori precedentemente utilizzati (rosso, blu e nero).

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Enrico Castellani Vendite in Asta: ultime aggiudicazioni

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Nero-rosso
55 x 70,
Litografia / Serigrafia 26/03/2025 €650
Compendio
56 x 76, 1974
Litografia / Serigrafia 21/03/2025 €300
Senza Titolo
31 x 23, 2017
Litografia / Serigrafia 20/03/2025 €2.200
Senza Titolo
69 x 53,
Tecnica mista 13/03/2025 €24.000
Senza titolo
35 x 25, 1985
Litografia / Serigrafia 23/01/2025 €160

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02 Aprile 2025
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